Come sempre iniziamo dai corti in concorso. Cosa mi ha incuriosito in questo festival?

Imàgenes de ningun lugar.

Images of Nowhere (trailer) from Ruben Guzman on Vimeo.

Partiamo da Imàgenes de ningun lugar. Immagini di nessun luogo. Un cortometraggio argentino ad opera di Ruben Guzman di 21′ che indaga sul rapporto tra la nostra esperienza temporale e quello dell’immagine, quale sia il piacere traiamo dal contemplare la natura, e cosa guardiamo in un’immagine di paesaggio.
Ernst Standhardt è stato un fotografo alpinista tedesco che a quanto pare fu il primo a fotografare il Fitz Roy e il Certo Torre. Il corto ci porta a scoprire, sotto forma di saggio cinematografico, il pensiero del fotografo. Un alternarsi di immagini di archivio, fotografie, disegni condite da citazioni di Rainer Maria, Rilke, Raul Ruiz. Da vedere.

489 Years

extrait 489 years FR from AAAR on Vimeo.

Se vi ricordate lo scorso hanno fu proprio un film di animazione a conquistare i vertici del festival. Anche quest’anno tra le selezioni a concorso troviamo un corto di animazione. 489 Years racconta la testimonianza di un soldato che è entrato durante la sua carriera più volta nella regione demilitarizzata tra la Corea del Nord e del Sud. Un film realizzato con la tecnica dell’animazione digitale 3D, mostra la soggettiva del soldato, mentre la sua voce racconta di cosa significhi entrare in quell’area. La terra di nessuno tra le due Coree è oggi un ambiente naturale rigoglioso, ricco di fauna e purtroppo anche di mine. Vi lascio con la sorpresa del finale.

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