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Alpinfoto – Mirko Sotgiu fotografo professionista – articoli fotografici e non

8 marzo 2010

Un servizio nella bufera

Un breve sunto di un servizio realizzato totalmente nella tormenta e uscito su Bell’Europa di Novembre 2009
Capita ahimè a volte di partire per un servizio e di non trovare le condizioni sperate.


Sono tornato ieri da 5 giorni nella foresta Bavarese senza aver mai visto il sole.

La Bayerischer Wald è uno dei luoghi dove normalmente svolgo i corsi Photofarm data la possibilità di fotografare gli animali da molto vicino. Non ci sono però solo animali in queste valli a confine con la Repubblica Ceca, i paesaggi incantevoli e fiabeschi sono un contorno ideale per una vacanza in tutta tranquillità nella foresta, magari in un’incantevole hutte a bere la birra del posto.

Nonostante il maltempo non sono mancate le occasioni per realizzare ottimi scatti sognanti, fra le nebbie e la nevicata. Le temperature non erano eccessivamente fredde (-2°C) il vento era fastidioso, ma coprendosi bene e con dei buoni scarponi da alpinismo (stile Himalaya) si riesce a viaggiare senza problemi.
Alla fine il servizio è stato pubblicato e ho ricevuto un discreto feedback, questo è andato ad alimentare ulteriormente la mia convinzione che non occorre a tutti i costi il bel tempo per portare “a casa” belle e affascinanti immagini di viaggio e reportage, spesso le condizioni estreme sono un motivo in più per rimanere attratti e curiosi.

Al prossimo viaggio.

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24 gennaio 2010

Ciaspolata al passo del Lucomagno

Escursionista in ciaspole verso il Passo Colombe sullo sfondo il Pizzo Uomo

Escursionista in ciaspole verso il Passo Colombe sullo sfondo il Pizzo Uomo

Tecnicamente non presenta difficoltà, l’escursione in racchette da neve verso il passo delle Colombe, un percorso lineare di media lunghezza lungo ambienti innevati silenziosi , su passi molto aperti e panoramici. Ci troviamo in Canton Ticino al passo del Lucomagno.
Il limite del bosco viene superato già in auto salendo verso il passo del Lucomagno 1934m. Il valico, già utilizzato dai romani, ora presenta un ospizio, eretto nel 1374 dall’abate di Disentis. In estate sono visibili, in più punti, i resti della vecchia strada che sarebbe stata percorsa da Carlo Magno, Enrico IV, Federico Barbarossa e completata nel 1820. Il paesaggio quassù è notevole, una conca con il lago di Santa Maria, in questo periodo dell’anno completamente gelato, sovrastato dai monti Scopì, Piz Rondadura, Piz Gannaretsch e il Pizzo Uomo.

La prima parte di itinerario si svolge lungo le sponde del lago in piano per entrare con lieve salita nella valle dell’Uomo sulla sinistra, i pendii in questa parte di percorso sono abbastanza ripidi quindi occorre conoscere le condizioni del manto nevoso prima di inoltrarsi nella valle. (arva, pala e sonda sempre consigliati, consultate i bollettini valanghe). L’intera valle si percorre per 5Km in poco più di un’ora (300m di dislivello c.a.) superato il primo tratto un pò infossato subito il panorama si apre e ci mostra il maestoso monte Scopì (3289m) alle nostre spalle, che presenta sulla vetta ben visibili delle installazioni militari. Se volgiamo lo sguardo verso il passo, un meraviglioso manto bianco si staglia sul blu carico di un cielo invernale senza la presenza delle nuvole. La salita non è mai impegnativa, la vista, la solitudine e il silenzio giustificano la fatica di arrivare fin qui. (continua…)

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4 dicembre 2009

Itinerari: Engadina, Grevasalvas

Ciaspolata1Engadina, un luogo molto conosciuto dal turismo svizzero e straniero, una valle molto lunga che di inverno diventa un paradiso della neve.
I laghi gelati e le numerose valli, dipingono questo luogo come nelle fiabe nordiche. Sono molti gli itinerari, questa volta ho provato un giro nella zona di Grevasalvas, conoscita per l’omonimo Piz meta di sci alpinismo.

Località di partenza: Plaun da Lej (Maloja, Engadina) – 1805m
Arrivo:
Pass Lunghin – 2645m
Dislivello in salita: 840m
Periodo: da dicembre a marzo/aprile
Tempi: 2h40′/3h
Difficoltà: MS

Itinerario di salita: Per raggiungere Plaun da Lej provenendo dall’Italia (Lecco) seguire la SS.36 per Passo dello Spluga fino a Chiavenna, poi proseguire per la Svizzera – Passo del Maloja. Dal passo del Maloja si arriva seguendo per 5Km verso St.Moritz a Plaun da Lej. Comodo posteggio fronte lago vicino all’albergo. Dal parcheggio portarsi alle spalle delle case, dove si trova un cartello indicante “Pass Lunghin, Grevasalvas, Maloja”. Seguire la strada forestale, sempre battuta, che in 40 minuti e pochi tornanti (evitabili) porta al grazioso paesino di Grevasalvas (1940m). Da qui si gode di un’ottima vista sul Piz Lagrev, il Corvasch e su parte dell’Engadina. Si prosegue verso Ovest e si risale sulla destra un dosso passando vicino due baite (si segue il sentiero estivo). Proseguendo per continue variazioni di pendenza del terreno, si risale verso Ovest raggiungendo un altipiano a quota 2300m.

Poco dopo si incontra un cartello che indica Piz Grevasalvas e Piz Lunghin. Se si prosegue verso destra (Nord) per un avvallamento si giunge ad un secondo pianoro dove è situato il Lago Nair 2450m. Continuando verso Ovest invece, passata una selletta a 2500m c.a., si percorre un traverso fino al lago Lej da Lunghin, dove c’è un altro segnale. Si tiene a destra il lago e in leggera salita si raggiunge il passo a 2645m.

EngjadinVariante: Dal Pass Lunghin è possibile scendere direttamente a Bivio proseguendo in direzione Nord/Ovest aggirando il Piz Grevasalvas. Si segue il vallone esposto a Nord fino in fondo a quota 1930 e poi si gira a sinistra. (in questo caso bisogna organizzarsi con due mezzi oppure sfruttare i mezzi pubblici per ritornare a Plaun da Lej).

Discesa: La discesa si effettua per il percorso di salita. Si sconsiglia di non compiere l’escursione con marcato pericolo valanghe. Anche se i pendii interessati non sono molto ripidi è facile trovare, cornici e valanghe di lastroni all’interno degli avvallamenti.

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19 novembre 2009

Ossola: Gli alpeggi della Valdivedro

La Valdivedro è l’accesso principale al Parco Naturale dell’alpe Veglia-Devero, che nella stagione invernale è difficilmente raggiungibile da questo versante per il pericolo valanghe. Per poter ugualmente ammirare la maestosità del monte Leone (3553m) possiamo risalire il versante assolato e tranquillo fra San Domenico (località sciistica) e Varzo. Oltre al panorama incontreremo molti alpeggi abitati ancora oggi molti giorni all’anno. Data l’altitudine, l’itinerario è consigliato nei mesi centrali dell’inverno, già a marzo la neve potrebbe non esser più presente in queste zone data l’esposizione al sole tutto il giorno.
La partenza del sentiero si trova sulla destra (salendo) poco prima del posteggio di San Domenico, dove un cartello segna alpe Dorcia / Moiero. La prima parte dell’itinerario rimane nel bosco fino a Dorcia e in questi ultimi anni è sempre stato necessario portarsi gli sci o le ciaspole attaccate allo zaino per i primi 20 minuti, poi, prima dell’alpe Fernone, la neve non è mai mancata. L’itinerario non mostra evidenti pericoli, comunque, superato l’alpeggio Moiero, è meglio stare attenti e valutare bene le condizioni del giorno. Oltre al magnifico panorama sulle vette della Valdivedro, come l’imponente Monte Leone, gli alpeggi meritano una sosta per osservare le loro caratteristiche costruttive rimaste intatte fino ai giorni nostri. Ogni mezz’ora circa troviamo una località con delle baite, utili per avere sempre una meta intermedia per fermarsi a riposare. L’alpe Moiero è l’alpeggio alla quota media del nostro itinerario, a 1771m, dove intercettiamo il sentiero estivo che porta all’alpe Ciamporino (accesso alto per l’alpe Veglia), che percorriamo in senso opposto seguendo la strada forestale verso l’alpe Solcio.

Il Monte Leone ci farà compagnia per tutta l’escursione che, col passare delle ore, cambierà molte volte il proprio aspetto. Il percorso ora è in falsopiano, attraversiamo l’alpe Coatè (1795m) e poi in leggera salita arriviamo nelle vicinanze dell’alpe Marsasca (1906m), punto più alto dell’itinerario e limite del bosco di larici. Da qui la strada comincia lentamente a scendere per portarci ai 1750m dell’alpe Solcio, sede del rifugio Crosta Pietro, chiuso nei mesi invernali. Dalla conca del rifugio non si vedono più le vette dell’alpe Veglia, ma quelle del gruppo del monte Cistella (2880m), meta di scialpinisti o facile escursione nei mesi estivi.

Se abbiamo lasciato un’altra auto a Varzi, dall’alpe Solcio si può prendere la strada in discesa che per innumerevoli tornanti compie i 1218m di dislivello per arrivare in paese. Occorre partire presto per poter compiere tutto l’itinerario evitando di tornare col buio. Se invece non vogliamo fare il giro ad anello possiamo tornare sui nostri passi e in circa 3 ore siamo di nuovo a S.Domenico.

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