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Alpinfoto – Mirko Sotgiu fotografo professionista – articoli fotografici e non

1 ottobre 2009

Piccola Yosemite – La Val di Mello

Badile e Cengalo

Badile e Cengalo

Val Qualido

Val Qualido

Perla delle Alpi Retiche, così viene anche chiamata la Val di Mello, una meravigliosa valle laterale della Valtellina. L’inconfondibile forma del Badile, del Cengalo e le cime della Bondasca sono le vette principali che la separano dalla Val Masino. Non ci sono strade e il tempo qui si è fermato, il turismo di massa è lontano da questo incantevole luogo. Per le sue alte placche di granito viene anche nominata “Piccola Yosemite”, conosciuta in tutto il mondo per le fantastiche vie di arrampicata d’aderenza. La valle, non solo è circondata da imponenti pareti, ma è arricchita da innumerevoli massi erratici, utilizzati dai boulders che percorrono anche migliaia di chilometri pur di esser presenti alla manifestazione annuale “Melloblocco”.
Il trekking o l’arrampicata sono il pretesto per viaggiare in questa valle e apprezzarne la natura intatta, anche se in questi ultimi anni sono sempre più incalzanti le richieste per loi sfruttamento idrico dei suoi torrenti.
I valligiani e tutti coloro che frequentano questi luoghi si sono uniti e stanno ponendo forti pressioni perchè la Val di Mello rimanga come oggi la conosciamo. In autunno la valle dà il meglio di se stessa con i boschi di larici che si tingono di giallo facendo da sfondo alle limpide acque del fiume Mello. Chi si inoltra per la prima volta in questa valle si accorgerà subito del rumore di fondo che pervade in ogni luogo; sono le numerose cascate tra le quali una delle più belle è quella del Ferro.
Ed è proprio sul ghiaccio di queste cascate che in inverno si cimentano gli arrampicatori nell’attesa che la roccia torni a farla da padrone.

La valle è accessibile solo a piedi partendo da San Martino in Val Masino.
Una comoda strada che diviene poi sentiero percorre la valle portando ai vari villaggi e rifugi. In alta quota sono presenti molti itinerari sia escursionistici che alpinistici che si appoggiano al rifugio Allevi-Bonacossa, ma è possibile pernottare anche nel bivacco Molteni-Valsecchi. Entrambi i punti di appoggio sono attraversati dal Sentiero Roma che arriva dalla Val Masino collegandola con i rifugi Omio e Gianetti. La quota di partenza degli itinerari è 1000 metri e si può arrivare fino ai 2600 m e oltre svalicandoi passi che portano in Svizzera.
Il fondovalle della Val di Mello è praticabile tutto l’anno, anche in inverno con le ciaspole. Si lascia l’auto al parcheggio in località Ca dei Ronchi, raggiungibile dall’abitato di S.Martino seguendo le indicazioni per la val di Mello (in inverno i cartelli sono poco visibili, bisogna quindi fare attenzione e svoltare a destra a S. Martino).

Cascata del Ferro

Cascata del Ferro

La val di Mello si presenta verde, tranquilla ed è difficile non notare la balconata granitica della valle del Ferro e la sua splendida cascata.
Percorrendo la mulattiera del fondovalle si nota sulla sinistra la val Qualido, forse la meno frequentata della zona perchè senza rifugi e bivacchi. Vale comunque la pena risalirla, specie per la vista sulla stapiombante parete che rappresenta la massima espressione della verticalità delle montagne di Val di Mello. Proseguendo la camminata, dopo aver attraversato un ponte, si passa dalla Ca di Carna e più avanti si raggiunge l’agriturismo “Alpe Val di Mello”. Andando oltre si trova il rifugio Luna Nascente dove è possibile pernottare o semplicemente riposarsi. Dal parcheggio occorrono 40 minuti per raggiungere il rifugio, l’itinerario è per tutti e si svolge su comodo sentiero.

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Bernina e Disgrazia: Primi passi verso un nuovo parco

Si trova nel cuore delle alpi centrali, ricco di laghi e magnifiche vallate, le sue vette sfiorano i 4000 metri con la sola eccezione del pizzo Bernina che raggiunge i 4049 metri.

Saline Val Codera

Saline Val Codera

Il progetto del parco avviatosi nel 2003 comprende ambienti molto vari, Da quello lacustre di Pian di Spagna e del lago di Mezzola si passa ai boschi di faggio e abeti delle vallate, fino ai pascoli alle vette perennemente innevate della Valmasino e della Valmalenco confinanti con la Svizzera.
Nel 2004 sono arrivati i primi fondi per l’inizio degli interventi, ma il percorso intrapreso è ancora lungo. Cinque sono le aree di maggiore interesse naturalistico e di intervento del futuro parco: Pian di Spagna, Val Codera, Valle dei Ratti, Val Masino, Val di Mello, Preda Rossa. Pian di Spagna con il lago di Mezzola è già da tempo un area naturale orientata, le altre aree sono in attesa di una loro collocazione.

La Val Masino e la Val di Mello sono molto conosciute frequentatori della Valtellina. Un ambiente intergro e in alcune parti incontaminato, offre agli escursionisti molte occasioni per ascensioni in alta montagna.

Le storiche ascensioni al Pizzo Badile nel ‘900 ha reso la valle famosa in tutto il mondo degli alpinisti. La val di Mello chiamata anche la piccola Yosemite offre magniche placche granitiche che si stagliano sopra la valle, intervallate da cascate che in primavera offrono il meglio di se con il disgelo. Il fondo valle è stato modellato dal lavoro secolare dell’uomo pur mantenendosi entro i limiti di sostenibilità per l’ambiente circostante.

La particolare conformazione della Valmasino, che si apre in ampi anfiteatri, partendo da quote di 1000 metri dà luogo a forti escursioni termiche che permettono una grande varietà di vegetazione; dai faggi e abeti bianchi e rossi, ai cespugli di rododendri, alla prateria e alle più varie specie floristiche. Nonostante sia raggiungibile solo a piedi in un ora e mezza, il paese di Codera, capoluogo dell’omonima valle è abitato tutto l’anno, una rarità per le nostre alpi. La mulattiera parte dal fondovalle e permette di percorrere l’intera valle, in circa quattro ore di cammino si può così assaporare com’era la vita prima dell’automobile in un ambiente ben conservato e costellato di vette granitiche che si stagliano in cielo. Non basta una stagione per visitare tutti i piccoli villaggi che si dispeìrdono lungo la valle. Disgrazia, Scalino e Bernina, questi sono i gruppi montuosi che delimitano la Val Malenco, una fra le più conosciute e frequentate valli delle alpi Retiche. Qui l’ambiente diventa d’alta quota con montagne che svettano oltre i 3500m solcate da ampi ghiacciai.

Ghiacciaio del Pizzo Scalino

Ghiacciaio del Pizzo Scalino

Unico neo della valle è lo sfruttamento sia idroelettrico con i grandi laghi dell’alpe Gera e Campo Moro, che per gli impianti per gli sport invernali. Fortunatamente le selvagge zone d’alta quota rimangono ancora al di fuori dei caroselli sciistici. Piante rare come l’Achillea muscata e il Genepì, crescono a queste altezze nei pascoli fra pietraie e morene, dove sono finalmente tornate, marmotte, ermellini e l’aquila reale. Per l’escursionista non mancano i sentieri e i rifugi, indispensabili che per chi vuole salire in alta quota. In primavera, la Val Malenco è un paradiso per gli scialpinisti. L’attesa costituzione da anni del parco si spera possa preservare queste zone arrivate a noi ancora intatte. Periodo migliore per visitare le zone descritte, va dalla primavera all’autunno. In estate gli appassionati di alpinismo possono salire le vette del Pizzo Badile, Bernina, del Pizzo Roseg, del Pizzo Palù e del Digrazia appoggiandosi ai rifugi gestiti dal CAI. Anche in inverno le valli sono visitabili e offrono panorami mozzafiato,seguendo gli itinerari per sciescursionisti e scialpinisti.

Lago di Mezzola

Lago di Mezzola

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